Torre di Ruggiero

Nel cuore delle Serre Calabre, alle falde orientali di Monte Cucco, sorge l’abitato a 566 metri di altitudine si trova l’abitato di Torre di Ruggiero. Un borgo di poco più di 900 abitanti, con le strade del centro lastricate di pietra che si dipanano tra umili dimore e antichi palazzi. Incerte sono le origini. Potrebbero essere attribuite alla migrazione della popolazione dei centri vicini, in particolare da Spadola e da qui il nome originario Torre di Spadola, dall’esistenza di un’antica casa colonica o di una torre di avvistamento. Il nome Torre di Spadola compare per la prima volta in un documento datato 1071, relativo alla donazione del bosco, così denominato, da parte di Ruggero I a Basilio Scamardi, priore del monastero dedicato a San Basilio Magno. L’attuale denominazione risale al 1864. Proprio la presenza di un monastero basiliano e uno agostiniano, dei quali oggi se ne conservano le tracce, testimonia il senso di religiosità e fede che ha sempre contraddistinto, nei secoli, la comunità. Un tradizione di spiritualità e fede si lega alla importante realtà del Santuario della Madonna delle Grazie, metà di migliaia di pellegrini dalle varie province calabresi e ed anche da fuori regione, in particolare in occasione del giorno dell’Ascensione e della festa nel mese di settembre. Un appuntamento importante ed un luogo simbolo di devozione mariana. Patrona del borgo è Santa Domenica, alla quale è dedicata la pregevole chiesa parrocchiale. La ricorrenza si celebra la prima domenica di luglio. Entrambi gli edifici subirono ingenti danni a seguito del terremoto del 1783. Il santuario venne completamente distrutto. La Chiesa parrocchiale veniva ricostruita solo cinque anni più tardi, secondo il progetto dell’architetto Bernardo Morena. Mentre per il santuario si dovette attendere fino al 1858. Con i lavori che seguirono andò ad impreziosirsi nel tempo: venne realizzato l’altare di notevole fattura in marmi policromi, ad opera dei fratelli Scrivo di Serra San Bruno, e gli interni in stile barocco che oggi possiamo ammirare. Dalla fede ad una natura che circonda prospera e verdeggiante, attraversata dal Sentiero Italia del Club Alpino Italiano. L’economia è prevalentemente agricola. Comprende anche il settore edile, dell’artigianato, del commercio e della ristorazione. Tra le colture del luogo spicca quella del nocciolo. Il Comune fa parte dell'Associazione nazionale “Città della Nocciola”, realtà che riunisce i comuni italiani con vocazione corilicola.

Scorci di Torre di Ruggiero

Misura 16.03.01 – Cooperazione tra piccoli operatori per organizzare processi di lavoro in comune e condividere impianti e risorse nonché per lo sviluppo/ la commercializzazione di servizi turistici inerenti al turismo rurale. Intervento A.1.1: Le colture della storia. Creazione e potenziamento di filiere e micro-filiere dei prodotti tipici del territorio. Sostegno alla creazione di impianti di trasformazione dei prodotti, in linea con le lavorazioni tipiche locali e sostenendo l’innovazione di processo.


Consorzio “Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria”

Qualità a km0