Oltre l’area di produzione storica, al Consorzio stanno ora aderendo produttori da vari luoghi della Calabria. La superficie coltivata a nocciolo dal Consorzio è di circa 300 ettari, Entro il prossimo anno (2026) tra il recupero di terreni abbandonati e nuovi impianti si punta ad arrivare a circa 400 ettari. La produzione media per ettaro è di circa 15 quintali annui. Il 90% della produzione è biologica. Gran parte del prodotto va fuori regione ed è destinato al semilavorato: granella, farina, nocciola tostata e pasta di nocciola. La parte restante in Calabria, della quale la sgusciatura avviene in loco, arriva in punti vendita locali. È impiegata in pasticcerie e gelaterie del territorio. La Calabria.
La nocciola nel corso dei secoli, nell’area delle Preserre, ha assunto caratteristiche sue proprie, tali da delineare un nuovo ecotipo, la “Tonda calabrese” che è la dominante tra i corileti delle aziende aderenti al Consorzio. Le altre varietà presenti sono la Tonda Romana e Tonda di Giffoni. Nel 2020 “Tonda calabrese” è stata iscritta dal
Ministero dell’Agricoltura nel registro nazionale delle varietà di fruttiferi locali come risorsa regionale di biodiversità da tutelare.
Presso lo stesso Ministero, è in corso di valutazione il riconoscimento di Indicazione geografica protetta.
Studi sulla Tonda Calabrese sono state condotti dall’Arsac, da parte dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, dalle Università di Torino e Milano nell’ambito del progetto Valtifru 4.0 relativo alla frutta in guscio, dal Centro di Ricerca Crisea e dall’Università “Magna Graecia” di Catanzaro per indagarne le potenziali proprietà nutraceutiche.
La nostra nocciola

Qualità a km0