Sito tra l’altopiano delle Serre e la Valle dell’Ancinale, nel verde rigoglioso di abeti, faggi e castagni e distese di lunghi filari di noccioleti, ad un’altitudine di 562 metri, sorge il paese di Cardinale. Incerta è l’origine del nome che, tra le diverse ipotesi, potrebbe derivare dalla attività, un tempo diffusa, di cardare la lana, legata all’antica tradizione della pastorizia. Le origini del luogo, affondano nell’età neolitica, alle quali fa risalire un ritrovamento di reperti, rinvenuti nell’Ottocento. Da Casale a Ducato, diverse sono state le famiglie che ne contraddistinsero le sorti. Da ultime Ravaschieri e Filangieri. Cardinale, fu sede di un’importante attività siderurgica, con le ferriere private di località Razzona che, proprio sotto la guida dei Filangieri, conobbero notevole sviluppo. Del fiorente passato di questo centro narra ancora oggi la presenza di palazzi nobiliari di particolare pregio architettonico che accolgono con i loro portali in granito, a partire da Palazzo Romiti, oggi sede della casa municipale. Domina la piazza Umberto I, la chiesa matrice intitolata a San Nicola di Bari, patrono del luogo, la cui festa viene celebrata l’ultima domenica di maggio, oltre la ricorrenza consueta del 6 dicembre. È possibile ipotizzare l’esistenza dell’edificio di culto, già ai primi del 1500. Ma difficile è definirne il preciso periodo di costruzione a causa di diversi rifacimenti e ricostruzioni subite a seguito dei danni provocati dai terremoti. La ricostruzione successiva al sisma del 1783 che ne ha determinato l’attuale facciata in stile neoclassico. Il lavoro di fini artigiani si riflette anche negli interni a tre navate, dalle opere scultorie custodite, dall’altare alla soffittatura arricchita di fregi. Nella parte alta di quella che una volta era l’antico centro storico, in luogo di grande fascino nel connubio tra storia e natura, si trovano le vestigia del convento carmelitano. La montagna, con le sue fontane e corsi d’acqua, è una grande risorsa naturalistica, apprezzata da appassionati di trekking e mountain-bike. Tra le attrattive anche i ruderi del castello della Baronessa. L’economia di questo paese di meno di duemila abitanti, spazia dal settore boschivo, agricolo, all’allevamento di ovini e caprini con un’ottima produzione lattiero-casearia, al settore commerciale e all’artigianato. La coltivazione della nocciola è tipica del luogo. I noccioleti coprono il 48% circa della superfice a vocazione agricola.

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